World Skateboarding Tour Kitakyushu: esperienza di crescita per i giovani skater italiani
World Skateboarding Tour Kitakyushu: esperienza di crescita per i giovani skater italiani

Il World Skateboarding Tour di Kitakyushu ha rappresentato un passaggio importante per la nuova generazione dello skateboarding italiano. Nella tappa conclusiva del circuito 2025, tre giovanissimi rider – Gaia Urbinati, Alessandro Mudu e Nicola Morigi – hanno vissuto un confronto diretto con i migliori atleti al mondo, raccogliendo esperienza e motivazione per il futuro.
Gli Italiani in gara
Gaia Urbinati – 43ª posizione
Nei 10 minuti di warm-up precedenti alla partenza della sua heat Gaia è incappata in una brutta caduta, ma nonostante il dolore e lo spavento ha deciso di scendere in gara e dare tutto. A soli 12 anni, ha dimostrato un livello di maturità e determinazione raro, portando run solide e mantenendo alta la concentrazione anche in un contesto difficile. Una prova di carattere che racconta bene la sua mentalità da atleta.

Alessandro Mudu – 53ª posizione
Alessandro era arrivato a Kitakyushu con un obiettivo chiaro: completare una run pulita. È riuscito nel suo intento, mostrando maggiore controllo e consapevolezza rispetto alla sua precedente esperienza. Per lui – come per altri giovani azzurri – ciò che farà davvero la differenza è continuare a misurarsi con il livello internazionale, accumulando fiducia e ritmo gara evento dopo evento.

Nicola Morigi – 69ª posizione (debutto internazionale)
Campione italiano in carica, Nicola ha conquistato il pass per Kitakyushu proprio grazie al risultato ottenuto al CIS di Caivano. A 16 anni ha affrontato per la prima volta una gara di questo livello, confrontandosi con strutture, ritmo e pressione tipici del WST .Un’esperienza importante che arricchisce il suo percorso e valorizza il risultato ottenuto in Italia, permettendogli di capire da vicino cosa significa competere nel circuito mondiale.

La mancata qualificazione ai quarti non cancella il valore di questa trasferta: i tre azzurri tornano a casa con un bagaglio di esperienza fondamentale, avendo vissuto da vicino standard tecnici elevatissimi e una competizione tra le più impegnative al mondo.Confrontarsi con i migliori al mondo, osservare trick, linee e gestione mentale degli atleti top è ciò che accelera davvero la crescita. L’obiettivo rimane progredire passo dopo passo, sviluppando tecnica, costanza e fiducia.

Una tappa di livello incredibile
Il pubblico del Kitakyushu Messe ha assistito a trick di altissima intensità e finali che hanno confermato il dominio tecnico degli atleti giapponesi e la continua evoluzione dello skateboarding mondiale.
Podio Femminile
- Ibuki Matsumoto (Giappone) – prima vittoria WST, coronata da un kickflip nosegrind da manuale.
- Yumeka Oda (Giappone) – seconda con due run perfette e un kickflip fs feeblegrind che è ormai il suo marchio di fabbrica.
- Chloe Covell (Australia) – terza grazie a un frontside bluntslide bigspin out in Best Trick, un vero NBD.
Podio Maschile
- Sora Shirai (Giappone) – oro con un alley oop backside ollie to fakie 5-0 sul hubba.
- Kairi Netsuke (Giappone) – argento, in testa fino all’ultimo trick.
- Yukito Aoki (Giappone) – bronzo dopo una run impeccabile.
Guardando avanti: nuova stagione e percorso olimpico
Con la chiusura del World Skateboarding Tour 2025 si apre ora una fase cruciale: la prossima stagione porterà nuovi appuntamenti internazionali e si avvicinerà sempre di più il percorso di qualificazione verso i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
Per gli atleti più giovani, questo è il momento di costruire le basi tecniche e mentali che serviranno nei prossimi anni, mentre per il movimento italiano sarà fondamentale continuare a investire su formazione, eventi e crescita del livello nazionale.
Kitakyushu ha lasciato un segno importante: entusiasmo, motivazione e consapevolezza del lavoro da fare. Un passo dopo l’altro, con costanza e visione, si costruisce la strada che porta ai grandi palchi.La stagione 2026 è già alle porte: ci aspetta un anno intenso… e tutto da skateare.
